Giovedì ci sarà l’incontro tra sindacati e Regione Lazio contro il cambio dei contratti dei lavoratori del Nomentana Hospital. I sindacati: “Peggiorativi e non pertinenti alle mansioni svolte”.

Ingresso del Nuovo Nomentana Hospital, Roma

"Vogliono pagare Oss e tecnici come addetti alle pulizie o operatori delle case per anziani". È la denuncia lanciata dai lavoratori del Nuovo Nomenta Hospital in un comunicato congiunto di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fp dello scorso mercoledì 10 giugno. La casa di cura privata a nord-est di Roma è accreditata con il Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Giovedì ci sarà il tavolo tra i tre sindacati della funzione pubblica e la Regione Lazio sul cambio dei contratti collettivi nazionali voluto dalla struttura e definito "unilaterale" dalle organizzazioni dei lavoratori. Un'interlocuzione urgente, chiesta per convincere l'ente territoriale a fare pressioni sul centro privato affinché faccia marcia indietro sul nuovo inquadramento dei dipendenti. "È una situazione in cui l'azienda fa profitto sul taglio delle tutele contrattuali e degli stipendi dei lavoratori, mentre incassa i soldi pubblici", spiega la Fp Cgil a Fanpage.it. "Stravolta la storia contrattuale della struttura" Le federazioni sindacali parlano di "scelta ingiustificata, atto grave e inaccettabile". Anche perché, sottolineano, è "in aperta rottura con la storia contrattuale della struttura". Per le associazioni dei lavoratori il Nomentana Hospital ha sempre applicato, sin dalla sua apertura, il Contratto collettivo nazionale del lavoro per la sanità privata, l'Aiop-Aris, perché "coerente con la natura delle attività svolte, con il modello organizzativo e con il regime di accreditamento istituzionale".