Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiItalia e Unione europea disallineate sull’export e l’Import verso gli Stati Uniti. Mentre il nostro Paese ha registra una crescita nelle esportazioni del 12% nei confronti degli Usa, l’Ue ha invece messo a segno una flessione del 12,7%. Numeri che mettono in evidenza il ruolo del Made in Italy e il fatto che risulta essere difficilmente sostituibile con prodotti alternative fabbricati negli Usa o in altri Paesi. Dinamica che si temeva con l’introduzione dei dazi da parte del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Osservando le importazioni dagli Usa, anche qui la situazione rimane parzialmente disallineata, con l’Italia + 7%, e l’Ue + 3,9%.

La situazione italiana

Secondo gli ultimi dati dell’Istat, ad aprile 2026, su base annua, i paesi che hanno fornito i maggiori contributi all’export nazionale sono la Svizzera (+39,4%), gli Stati Uniti (+12,1%), la Cina (+36,2%), la Francia (+7,6%), i paesi OPEC (+19,4%) e la Germania (+5,0%). Si riducono le esportazioni invece verso Turchia (-20,5%) e Belgio (-13,0%). Fonte: Istat

Nel dettaglio, l’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo verso Svizzera e i paesi OPEC hanno apportato un contributo positivo di 2,5 punti percentuali alla crescita tendenziale dell’export. Un ulteriore contributo positivo di 0,8 punti percentuali deriva dalle maggiori esportazioni di macchinari e apparecchi e di autoveicoli verso gli Stati Uniti. All’opposto, la riduzione delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Spagna, Belgio, Francia e Svizzera fornisce un contributo negativo pari a -1,6 punti percentuali. Un ulteriore contributo negativo di 0,7 punti percentuali si deve alle minori vendite di articoli sportivi, giochi, preziosi, strumenti medici e altri prodotti verso la Turchia.