A Eurosatory 2026 l’industria italiana si presenta con una filiera ampia e con una presenza che intercetta alcuni dei temi più urgenti della difesa terrestre europea, dalla protezione cyber alla guerra elettronica, fino al rinnovamento delle piattaforme corazzate e alla risposta alla minaccia dei droni. Il quadro che emerge da Parigi è quello di un settore chiamato a misurarsi sempre di più con integrazione, rapidità produttiva e capacità di operare in ambienti complessi
Eurosatory 2026 porta a Parigi il centro della difesa terrestre in una fase in cui il settore europeo sta cambiando ritmo. Il salone riunisce industria, forze armate e decisori istituzionali attorno a temi ormai centrali, dalla protezione contro i droni alla guerra elettronica, dalla cyber defence alla modernizzazione delle piattaforme.
La presenza italiana supera le settanta aziende, con il sostegno di Aiad e della Direzione nazionale degli armamenti. Il profilo è quello di una filiera ampia, capace di coprire sistemi d’arma, piattaforme, componentistica e tecnologie abilitanti. A Parigi, l’industria nazionale si misura soprattutto con una domanda di difesa più esigente, in cui contano interoperabilità, rapidità di risposta e capacità di operare in scenari complessi.










