di
Paolo Centofanti
Secondo i retroscena, la Russia ha deciso di “ritirare” il modulo affetto da perdite d’aria sulla Stazione Spaziale dopo la decisione della NASA di preparare i suoi all’evacuazione di emergenza: era una protesta per convincere i russi a desistere dall’effettuare pericolose riparazioni
All’incirca due settimane fa, la NASA aveva ordinato all’equipaggio della missione Crew-12 e ad un altro astronauta statunitense a bordo della Stazione Spaziale Internazionale di rifugiarsi nella navicella Crew Dragon per una possibile evacuazione di emergenza durante le riparazioni da parte di astronauti russi di nuove perdite d’aria nel modulo russo Zvezda. Secondo retroscena appresi da fonti NASA da Eric Berger di Ars Technica, quella della NASA è stata in realtà una mossa plateale per far desistere Roscosmos nel procedere con le riparazioni non concordate con la NASA e che avrebbero potuto mettere in pericolo la Stazione Spaziale.Secondo la ricostruzione, Roscosmos avrebbe chiesto inizialmente ai suoi astronauti di intervenire sulla sezione PrK del modulo Zvezda con un trapano per cercare di risolvere il problema delle nuove perdite. La NASA avrebbe dunque manifestato la propria contrarietà minacciando di far rifugiare l’equipaggio all’interno della navicella Crew Dragon, visto il rifiuto dell’agenzia spaziale russa di condividere un’analisi del problema e il piano delle riparazioni. Dopo uno scontro verbale tra le due agenzie, Roscosmos avrebbe deciso di abbandonare l’utilizzo di un trapano, optando invece per intervenire con una sega per rimuovere una staffa all’interno del PrK, un tunnel utilizzato per il carico e scarico delle navicelle cargo Progress. Da qui la decisione della NASA di far rifugiare il 5 giugno scorso l’equipaggio sotto la sua amministrazione all’interno della navicella Crew Dragon.Ciò avrebbe infine convinto Roscosmos a sospendere ogni intervento non condiviso con la NASA sul modulo Zvezda. Secondo fonti della NASA, Roscosmos avrebbe deciso di risolvere il problema una volta per tutte abbandonando l’utilizzo del PrK per i futuri rifornimenti alla Stazione, così da evitarne la pressurizzazione e nuovi rischi. Il carico e scarico di materiali dai prossimi arrivi delle navicelle Progress saranno sostanzialmente gestiti da altri attracchi della Stazione Spaziale e non più tramite quello collegato a la sezione del modulo Zvezda interessata da perdite d'aria.






