Il referendum voluto dall'Udc per blindare le frontiere viene bocciato alle urne col 54% dei No. Una frenata demografica forzata avrebbe azzoppato l'economia del Paese, l'accordo di libera circolazione con l'Unione Europea e il welfare
La Svizzera ha scelto di continuare ad aprirsi al mondo. Con una partecipazione al voto che ha sfiorato il 58%, il popolo elvetico ha respinto l’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni di abitanti!”, promossa dall’Unione Democratica di Centro, il partito della destra nazionalista. I risultati definitivi consegnano una vittoria chiara al fronte del No, attestatosi intorno al 54%, completando così una rimonta significativa rispetto ai sondaggi dei mesi scorsi, che vedevano i promotori della stretta in netto vantaggio.
La mappa del voto mostra la classica spaccatura elvetica: le grandi città e i Cantoni di lingua francese hanno trainato il No, mentre il Sì ha trovato più spazio nelle zone rurali della Svizzera tedesca. In Ticino ha prevalso il Sì, seppur di un soffio (50,7%), mentre nei Grigioni ha vinto il No col 51,5%. Con questo responso, la maggioranza dei cittadini ha evitato una crisi diplomatica ed economica senza precedenti con i partner internazionali, Italia in testa.










