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La Svizzera ha respinto con il 54,8% dei voti l'iniziativa popolare promossa dall'Unione democratica di centro (Udc) per limitare l'immigrazione e impedire che la popolazione del Paese superi i 10 milioni di abitanti entro il 2050. In tredici cantoni la proposta è stata respinta, mentre in dieci ha prevalso il sì. Nel dettaglio, il 45,21% si è espresso a favore, per un totale di 1,49 milioni di votanti. I contrari sono stati 1,8 milioni. Il risultato è stato accolto con sollievo dal governo, dai principali partiti, dai sindacati e dalle organizzazioni imprenditoriali, che temevano ripercussioni sulle relazioni con l'Unione europea e sull'economia nazionale. «Con la decisione di oggi, cittadine e cittadini hanno inviato un segnale di stabilità, apertura e affidabilità», ha dichiarato in conferenza stampa il ministro della Giustizia e della polizia, Beat Jans, commentando l'esito della consultazione.
L'iniziativa, sostenuta dal primo partito del Paese, mirava a contenere l'immigrazione in una nazione dove gli stranieri rappresentano oltre un quarto della popolazione. Il testo prevedeva che, qualora la popolazione residente permanente avesse raggiunto i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050, il governo fosse obbligato ad adottare misure restrittive per evitare il superamento della soglia dei 10 milioni. I risultati più netti a favore del «no» sono stati registrati nei cantoni urbani di Basilea Città, Neuchâtel e Ginevra.










