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Roma, 15 giu. (askanews) – In Svizzera è stato bocciato il referendum che puntava di fatto a limitare l’immigrazione nella Confederazione e che avrebbe creato potenzialmente attriti con l’Unione europea. Battezzata “No a una Svizzera 10 milioni”, la proposta prevedeva misure volte a impedire che la popolazione della ricca nazione alpina, attualmente pari a 9,1 milioni, superasse i 10 milioni prima del 2050.
Portata avanti dal partito di destra nazionalista Unione Democratica di Centro, (UDC / Partito popolare svizzero) ha ricevuto un 54,8% di voti contrari; in un Paese in cui gli stranieri costituiscono più di un quarto della popolazione, se accettata, avrebbe frenato l’immigrazione.
La partecipazione si è fermata al 58,9% e i favorevoli sono stati il 45,2%. Risultato di un Paese diviso. Anche la maggioranza dei Cantoni ha votato no.
“Con la loro decisione odierna, i cittadini hanno inviato un segnale di stabilità, apertura e affidabilità” ha commentato Beat Jans, ministro della Giustizia svizzero, aggiungendo: “Credo che oggi abbia vinto la democrazia”.










