Roma, 15 giugno 2026 – Il primo dossier di peso arriverà già martedì, quando gli eurodeputati saranno chiamati a dare il via libera finale a due testi legislativi che attuano gli impegni tariffari assunti dall’Unione europea nell’ambito della dichiarazione congiunta Ue-Stati Uniti dell’agosto 2025, il cosiddetto accordo di Turnberry.
Le proposte, già concordate tra Parlamento e Consiglio, puntano a eliminare la maggior parte dei dazi su prodotti industriali e agricoli provenienti dagli Stati Uniti. Non si tratta però di una liberalizzazione incondizionata: nel negoziato sono stati inseriti elementi di salvaguardia, tra cui una clausola di decadenza delle preferenze tariffarie alla fine del 2029, meccanismi di protezione per i settori industriale e agricolo europei e condizioni specifiche per le riduzioni tariffarie su derivati di acciaio e alluminio.
Il voto potrebbe avere dei risvolti che vanno oltre la dimensione commerciale. L’accordo nasce dal tentativo di stabilizzare il rapporto transatlantico dopo mesi di tensioni tariffarie e di incertezza sui rapporti economici con Washington. Ma al tempo stesso espone il Parlamento a una scelta delicata: sostenere una normalizzazione dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti o rivendicare una linea più prudente in nome della difesa dell’industria europea e dell’autonomia strategica.









