La ricostruzione

Redazione

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Una chiamata con tempistiche, toni e contenuti sospetti – secondo gli investigatori – che nel primo processo ad Alberto Stasi, concluso poi con la sua assoluzione, era stata valutata dall’accusa come un dato rilevante ai fini della richiesta di condanna. È il magistrato Stefano Vitelli a ripercorrere la sua prima valutazione della telefonata attraverso la quale “il ragazzo con gli occhi di ghiaccio” chiamò il 118 per chiedere un immediato soccorso per la fidanzata Chiara Poggi, 26 anni, quando era già morta in casa sua.

Garlasco, il magistrato che ha assolto Stasi: “Riascoltai la telefonata infinite volte. Era razionale, con un controllo anomalo”