Una chiamata con tempistiche, toni e contenuti sospetti - a detta degli investigatori -, che nel primo processo ad Alberto Stasi, concluso poi con la sua assoluzione, era stata valutata dall'accusa come un dato rilevante ai fini della richiesta di condanna. È il magistrato Stefano Vitelli a ripercorrere la sua prima valutazione della telefonata attraverso la quale "il ragazzo con gli occhi di ghiacciò" chiamò il 118 per chiedere un immediato soccorso per la fidanzata Chiara Poggi, 26 anni, quando era già morta in casa sua.

Sono trascorsi quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, che stravolgeranno per sempre la vita dell’allora fidanzato 24enne della vittima. Dal primo grado di Vigevano agli…

Una chiamata con tempistiche, toni e contenuti sospetti - a detta degli investigatori -, che nel primo processo ad Alberto Stasi, concluso poi con la sua assoluzione, era stata…