Il delitto
Redazione
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“Le sentenze di primo e secondo grado che hanno assolto Alberto Stasi sono viziate da manifesta illogicità. Ne chiedo l’annullamento con rinvio ad alta sezione della Corte d’Appello di Milano. La morte di Chiara pretende la verità”. Con queste parole, pronunciate il 18 aprile 2013, il pubblico ministero Roberto Agnello tentò di far cancellare le due assoluzioni del fidanzato della ragazza uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, sostenendo che “gli indizi erano stati esaminati isolatamente e non nel complesso del mosaico” e che evidenziavano una serie di lacune istruttorie che ancora oggi fanno sentire il loro peso nella ricostruzione dell’ultima notte e dell’ultima mattina di Chiara Poggi.
Le lacune evidenziate dal Pm






