Abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di incontrare e fotografare in Abruzzo il fringuello alpino, uno degli uccelli più minacciati a causa del cambiamento climatico. L’esemplare immortalato catturava numerose prede per portarle al nido.
Fringuello alpino con prede. Credit: Andrea Centini
Nei giorni scorsi abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di incontrare in Abruzzo alcuni esemplari di fringuello alpino (Montifringilla nivalis), un bellissimo uccello passeriforme che, come suggerisce l'epiteto, è strettamente associato agli ambienti d'alta quota. Non a caso è conosciuto anche come fringuello delle nevi euroasiatico. Nonostante il nome comune italiano e quello anglosassone (white-winged snowfinch, ovvero fringuello delle nevi dalle ali bianche), il fringuello alpino non è un vero fringuello, cioè non appartiene alla famiglia dei fringillidi (Fringillidae) come il fringuello propriamente detto, il cardellino, il canarino e il verdone. Si tratta di un passero a tutti gli effetti (famiglia Passeridae), ma di dimensioni maggiori e dall'aspetto elegante, in particolar modo in volo, quando risalta il suo candido piumaggio.
Fringuello alpino. Credit: Andrea Centini Come indicato dalla Lipu, il fringuello alpino ha una “lunghezza media di 17 centimetri, un’apertura alare compresa tra 34 e 38 centimetri e un peso tra 29 e 57 grammi”. La Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente indica una lunghezza massima di 19 centimetri. Per fare un confronto, un comune passero domestico o passera europea (Passer domesticus) ha una lunghezza di circa 14-15 centimetri e un peso di una trentina di grammi, quindi la differenza si nota immediatamente, anche se non si è particolarmente esperti di birdwatching o di fotografia naturalistica. Nel piumaggio, come indicato, domina il bianco della zona ventrale (su pancia, ali e coda), che risalta soprattutto quando il fringuello alpino è in volo. La testa è grigiastra e il dorso alterna marrone terra, nero e un lungo e sottile pannello alare bianco. Presenta un piccolo bavaglino nero. L'occhio è di un intenso marrone noce, mentre il becco, conico e robusto ma non quanto quello di un fringillide, è nero durante la stagione riproduttiva (maggio-luglio) e giallo in inverno. Nell'esemplare da noi fotografato il becco aveva una colorazione intermedia. Fra i due sessi, evidenzia la guida di Lars Svensson, non ci sono differenze significative.







