Sono variopinti e fotogenici, tra gli uccelli più straordinariamente colorati in natura. E la crisi climatica sembra aver esteso l’areale geografico della loro distribuzione: si trovano sempre più numerosi, a quote impensabili fino a pochi anni fa. In Italia, per esempio, si è passati dalle cinquemila coppie stimate nel 1997 alle oltre dodicimila dell’ultimo censimento. Ora per comprendere gli effetti di quello che ha tutta l’aria di essere un boom demografico dei gruccioni, osservati anche in Francia, Svizzera, Germania, Polonia e Repubblica Ceca, dove fino a qualche anno erano del tutto assenti, i ricercatori chiamano a raccolta gli apicoltori, chiedendo loro di condividere informazioni preziose.

Aumentano i gruccioni: sono una minaccia per le api?

Proprio così: del resto questi uccelli si nutrono in larga parte di grandi insetti - soprattutto imenotteri, vespe, bombi e api - e dunque una loro comoda disponibilità, in prossimità degli apiari, può essere, come si suol dire, un invito a nozze. Già ampiamente minacciata da patologie, concorrenza di specie aliene e cambiamenti climatici, le api italiane devono guardarsi ora dall’incedere incontrastato di un nuovo predatore?

Cosa è cambiato nel rapporto tra gruccioni e api?