Le regioni montane, come le Alpi, ospitano una biodiversità unica che affronta minacce crescenti a causa dei cambiamenti climatici e dell’uso del suolo, ma le piste da sci possono offrire cibo agli uccelli durante la primavera, quando la neve si scioglie. Lo attesta un recente studio del Bird Lab Torino, pubblicato nella rivista scientifica Bird Conservation International, che nella primavera del 2023 ha analizzato la presenza di uccelli in alimentazione e le loro preferenze in relazione alla copertura nevosa nel comprensorio sciistico della Via Lattea, nei pressi di Sestriere, in Alta Val di Susa, nelle Alpi Cozie.

Il monitoraggio ha analizzato le specie che utilizzavano la neve sciolta sulle piste da sci come habitat di foraggiamento. “La presenza di neve è stata un fattore significativo che ha influenzato la presenza degli uccelli”, affermano i ricercatori. “Questi hanno sistematicamente selezionato aree con manto nevoso intermedio intervallato da chiazze fangose, un microhabitat che probabilmente presenta un’elevata disponibilità di prede invertebrate che emergono dal terreno”.

Dato che la neve viene trattenuta sulle piste da sci più a lungo rispetto all’habitat circostante per via del compattamento del manto e per l’utilizzo di neve artificiale, le piste possono rappresentare un’utile fonte di cibo per gli uccelli di montagna in primavera, periodo critico dell’anno in cui le specie devono recuperare energie in vista della stagione riproduttiva.