Al Teatro de’ Servi conferiti i riconoscimenti a Fabio Roia, Casa Internazionale delle Donne, Lara Lugli, Lea Melandri e Progetto QUID. Sul palco la testimonianza di Giuseppe Delmonte, orfano di femminicidio, e Jaele Fo con un testo di Franca Rame. In platea i vertici della magistratura e delle istituzioni.
Roma, 15 giugno 2026 – Si è svolta mercoledì 10 giugno, al Teatro de’ Servi di Roma, la prima edizione di NUMA – Una pietra tra le pietre, il nuovo progetto permanente promosso da Lefebvre Giuffrè con l’obiettivo di creare uno spazio stabile di riflessione, approfondimento e confronto sui grandi temi che riguardano la convivenza civile contemporanea. Nel corso della serata, a platea gremita, sono stati conferiti i primi riconoscimenti NUMA 2026, dedicati quest’anno al contrasto alla violenza di genere: un fenomeno strutturale che coinvolge diritto, educazione, linguaggio, relazioni sociali, cultura e responsabilità collettiva.
Per la categoria Diritto il riconoscimento è stato attribuito a Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano, magistrato e studioso impegnato da anni sui temi della tutela delle donne e del contrasto alla violenza di genere.
Per la categoria Impegno Sociale il riconoscimento è stato attribuito alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, storica realtà dell’associazionismo femminile italiano, punto di riferimento per la promozione dei diritti, della cultura e delle politiche delle donne. Il premio è stato ritirato dalla Presidente Barbara Leda Kenny.







