L'intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran raggiunta domenica è già messa alla prova dalle prime difficoltà. Da un lato, Teheran rivendica il controllo del traffico marittimo nello stretto di Hormuz in quanto potenza vincitrice del conflitto, dall'altro Israele insiste per mantenere il controllo sulle terre conquistate in Libano nella sua offensiva contro Hezbollah.
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Dopo che il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha confermato in dichiarazioni televisive che l'accordo quadro pone una “fine immediata” alla guerra, in attesa di un “accordo definitivo” dopo altri 60 giorni di colloqui, l'agenzia Fars ha riferito che, attraverso la cooperazione tra Iran e Oman, sarà istituito un quadro giuridico per la navigazione nelle acque del Golfo Persico.
Lo Stretto di Hormuz verrà riaperto solo in seguito alla firma dell'accordo
Il presidente statunitense Donald Trump aveva dichiarato inizialmente domenica che la via d'acqua strategica era stata riaperta con la revoca del blocco navale degli Usa. In seguito è tornato sui suoi passi, spiegando che ciò dipende dalla firma dell'accordo prevista in Svizzera per venerdì.











