Sono 41 gli indagati, cittadini italiani ma anche cinesi e albanesi, al centro di una inchiesta della procura di Firenze, delegata agli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e alla Squadra Mobile di Prato su tre organizzazioni criminali che si occupavano di droga e traffico di migranti.
Oltre a provvedimenti cautelari, sia di natura personale che reale, eseguiti decreti di perquisizione personale, locale e informatica in Italia e anche all’estero, con la collaborazione di autorità straniere, agevolata dall’intermediazione di Eurojust.I reati contestati e le misure cautelari
I 41 indagati sono destinatari di misure cautelari emesse dal gip fiorentino, per reati contestati a vario titolo per associazione per delinquere aggravata dall’agevolare una cosca e dalla transnazionalità, e finalizzata al riciclaggio, al reimpiego di capitali provento illecito di attività di commercio di droga, all’abusiva attività bancaria; di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti; e di associazione per delinquere finalizzata a favorire l’ingresso illegale nel nostro Paese di cittadini cinesi.Per 17 indagati disposto il carcere, per 16 i domiciliari, 8 hanno un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le misure cautelari sono state notificate in prevalenza in Toscana, nelle province di Prato, Pistoia e Pisa, ma anche in vari Paesi esteri, in particolare in Spagna. I sequestri riguardano beni di valore superiore ai 60 milioni di euro complessivi, nei confronti di 27 indagati.La rete internazionale per il pagamento del narcotico












