Pubblicato il: 15/06/2026 – 12:59

FIRENZE Il Gip del Tribunale di Firenze ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti di 41 soggetti, di nazionalità italiana, cinese ed albanese, per associazione per delinquere di tipo mafioso, riciclaggio, traffico internazionale di stupefacenti e immigrazione clandestina di cittadini cinesi. Le misure cautelari personali hanno avuto ad oggetto 17 ordini di custodia cautelare in carcere, 16 arresti domiciliari, 8 obblighi di presentazione alla Pg e sono state eseguite nei confronti di indagati dislocati sull’intero territorio nazionale, in prevalenza in Toscana, nelle province di Prato, Pistoia e Pisa, ma anche in vari paesi esteri, in particolare in Spagna. Il provvedimento cautelare reale, costituito da decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente, è stato emesso per un valore superiore ai 60 milioni di euro complessivi, nei confronti di 27 indagati. L’attività d’indagine ha consentito nel tempo di disvelare l’esistenza di un gruppo organizzato, facente capo ad un cittadino cinese radicato da alcuni anni a Prato, che ha operato almeno a far data dall’anno 2021, secondo schemi seriali e con dislocazioni organizzative in varie località, situate sia sul territorio nazionale che in diversi paesi europei – fra cui Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Belgio e Olanda -, al fine di assicurare a plurime organizzazioni criminali, in particolare albanesi, operanti nel centro e nord Italia, dedite al commercio illecito di sostanze stupefacenti, nonché, ad organizzazioni qualificate di stampo mafioso, camorristico e ‘ndranghetistico, operanti in Campania, Calabria e Puglia, a loro volta operanti nel traffico degli stupefacenti su scala sovranazionale, di effettuare pagamenti internazionali delle partite del narcotico commercializzato senza necessità di ricorrere ad alcuna movimentazione fisica del denaro e, pertanto, senza alcuna tracciabilità dello stesso, così assicurando l’anonimato dei pagamenti e la non immediata riconducibilità degli stessi agli acquirenti. Una volta giunti a Belgrado, gli immigrati cinesi venivano accolti presso strutture ricettive a gestione cinese, per poi essere trasportati sempre dall’associazione su autovetture dalla Serbia in Ungheria, costretti anche ad attraversare alcuni tratti di montagna a piedi, così consentendo il loro ingresso nell’area Schengen e, infine, recuperati i migranti in Ungheria, gli stessi venivano condotti in Italia attraverso la Slovenia, con destinazioni finali a Prato, Torino e Somma Campagna (VR). Il sistema illegale, attuato con spregiudicatezza, poiché i migranti erano talvolta esposti a elevato pericolo per la loro incolumità, consentiva di lucrare per ogni singolo migrante la somma di 9500,00 euro.