Due cronisti del New York Times avrebbero tutte le conversazioni

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La stanza più segreta della Casa Bianca rischia di trasformarsi in un nuovo problema politico per Donald Trump. Mentre Washington attende l'uscita di Regime Change, il libro firmato da Maggie Haberman e Jonathan Swan, tra i collaboratori del presidente americano cresce il timore che i due giornalisti del New York Times siano entrati in possesso di registrazioni audio delle riunioni nella Situation Room. Secondo quanto riporta Axios, fonti dell'amministrazione parlano di una possibile "grave violazione" della sicurezza: nella Situation Room sono infatti vietati dispositivi di registrazione indipendenti, e una fuga di notizie basata su tali documenti audio rappresenterebbe una falla enorme per uno degli ambienti più blindati al mondo. "Temiamo che alcune delle nostre conversazioni più sensibili siano state registrate, e non sappiamo quali", afferma un funzionario.Il libro, in uscita il 23 giugno, si basa su oltre mille interviste relative al secondo mandato Trump, e negli estratti già diffusi sono riportati passaggi dettagliati di incontri top secret, ad esempio sulla guerra in Iran e sul caso Epstein. La Casa Bianca non ha contestato la veridicità dei dialoghi riportati, inclusa una frase attribuita al segretario di stato Marco Rubio che avrebbe definito "balle" ("bullshit", letteralmente) alcuni scenari sul cambio di regime in Iran ipotizzati dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il comandante in capo, stando a quanto riferito, sarebbe "furioso" per la diffusione di questi contenuti, mentre i due giornalisti rifiutano di commentare. Axios sottolinea comunque che non è necessario ipotizzare registrazioni audio, visto che il giornalismo politico moderno, da Bob Woodward in poi, spesso ricostruisce i dialoghi sulla base dei ricordi dei presenti.