Mattias Svanberg è entrato di diritto nella storia del Mondiale. L’ex centrocampista svedese del Bologna ha infatti segnato il quarto gol nella vittoria per 5-1 contro la Tunisia. Svanberg ha infatti realizzato la seconda rete più veloce della storia del Mondiale dal suo ingresso in campo: 17” per battezzare la sua presenza in campo, 4 in più del cecoslovacco Václav Masek che segnò dopo 13 secondi nel giugno 1962 in Cile. Il vero motivo del suo ingresso negli annali, però, è per la dinamica della rete, convalidata grazie al Var e al chip inserito nel pallone Trionda: solo grazie ai sensori, infatti, il direttore di gara è riuscito a registrare il tocco del compagno di squadra, Isak, che l’ha di fatto rimesso in gioco.

Il tocco di Isak rilevato dal sensore presente nel pallone

La rete di Svanberg e l’esultanza differita

Dopo il suo ingresso in campo, Svanberg si è trovato subito nella situazione giusta per iniziare nel migliore dei modi il Mondiale. Su tocco di Isak, l’ex Bologna ha ribadito in porta esultando incredulo. La bandierina del guardalinee, però, ha trasformato la sua gioia in rammarico, almeno finché l’argentino Yael Falcón Pérez non è andato a rivedere l’azione al Var. Qui il chip di Trionda, il pallone ufficiale, è entrato in azione: se Svanberg era inizialmente partito in evidente posizione di fuorigioco, il tocco del compagno, rilevato dal pallone, l’aveva rimesso in gioco. Il risultato? Gol convalidato e un nuovo pezzo di tecnologia in grado di risolvere ogni dubbio. Almeno fino alla prossima controversia.