Chi ama viaggiare lo sa: c’è una magia speciale nel momento in cui si chiude la cerniera della valigia. Che sia per un weekend di relax, per lavoro o per la vacanza della vita, quel bagaglio racchiude sempre aspettative e una gran voglia di staccare la spina. Eppure, negli ultimi anni, tra scioperi improvvisi, ritardi accumulati sulle piste e voli cancellati senza preavviso, perdersi ancora prima di arrivare è diventato un po’ troppo frequente. Ora, però, si cambia. L’Unione europea ha finalmente siglato un accordo storico per rinnovare il regolamento che stabilisce i diritti di chi viaggia in aereo.
Diritti passeggeri: i risarcimenti per chi vola sono salvi
La notizia più importante riguarda i portafogli e la giustizia. Quella tipica situazione in cui le grandi compagnie aeree hanno tentato a lungo di modificare le regole, chiedendo di non pagare alcun indennizzo a meno che il ritardo non superasse le cinque ore. Il Parlamento europeo ha resistito e ha vinto la sua battaglia: il diritto al risarcimento scatterà ancora a partire dalle tre ore di attesa. Le cifre, che variano a seconda di quanti chilometri si devono percorrere, restano confermate e vanno dai 250 euro per i voli più brevi (sotto i 1500 chilometri), passando per i 400 euro per le tratte medie, fino a raggiungere i 600 euro per i viaggi intercontinentali.











