Sembrava la perfetta continuazione della “favola estiva”: il 13 luglio 2014 la Germania diventò campione del mondo a Rio de Janeiro, Mario Götze segnò al 113esimo minuto il gol dell’1-0 contro l’Argentina e milioni di persone festeggiarono per le strade, sui balconi e nelle fan zone. In Germania oltre 30 milioni di telespettatori seguirono la finale in televisione. Ben presto sorse la domanda: avrebbe avuto conseguenze anche sulle statistiche delle nascite?
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Il politico sassone della Cdu Alexander Krauß, responsabile di politiche familiari, aveva già pronosticato un baby boom prima della finale, come riportò in seguito la WirtschaftsWoche: “Quando rotola il pallone, il buonumore non regna solo davanti alla TV, ma anche a letto. Gol per la Germania significa bambini per la Sassonia!”. L’ipotesi si sarebbe potuta verificare nella primavera 2015, circa nove mesi dopo il trionfo in Brasile.
La storia dei bebè dei Mondiali
Quella aspettativa non era nuova. Già dopo i Mondiali 2006 in Germania si era diffusa la storia dei bebè del calcio. Il Paese era allora di ottimo umore, le fan zone erano gremite. La giornalista e conduttrice Lena Casse descrive quel periodo come una “distensione emotiva”.












