PADOVA - L'investitura di Antonio Calabro sulla panchina del Calcio Padova per i prossimi due anni riscuote consensi tra ex biancoscudati e tifosi. «Calabro ha una certa esperienza - analizza Claudio Ottoni - e ha fatto grandi cose a Carrara ottenendo la promozione in B e due salvezze più che tranquille, per cui ha tutte le carte in regola per fare bene». È la figura giusta per inaugurare un nuovo ciclo ambizioso? «Padova è forse la piazza più importante nella quale si trova ad allenare, insieme all'esperienza a Catanzaro. Ha raggiunto una certa maturità e anche lui avrà l'ambizione di dimostrare tutto il suo valore. A Padova c'è fame di vedere calcio di un certo livello per cui, ripeto, con lui in panchina ci sono tutti i presupposti per fare bene».

Il biglietto da visita «L'allenatore bravo è quello che allena giocatori forti e intelligenti - esordisce Carlo Perrone - Il Padova lo aveva ed è stato bistrattato perché Andreoletti è uno dei migliori che ha avuto la squadra biancoscudata. Molti danno merito a Breda per il finale di campionato, ma la vera salvezza è stata ottenuta nel girone d'andata. Quanto a Calabro, è sicuramente un tecnico che ha fatto bene ottenendo buoni risultati. Ovviamente allenare il Padova non è come allenare la Carrarese, per cui adesso si misurerà anche la sua personalità perché qui servono persone di grande personalità che sappiano subire la piazza che è esigente. Però ho grande stima di Banzato e sono sicuro che metterà le cose a posto soprattutto dentro la società. Prima la proprietà non era mai presente e invece l'occhio del padrone serve eccome. La presenza di Banzato e la voglia e le idee che gli ho sentito esprimere, mi lasciano molto fiducioso aldilà della scelta del tecnico che è pure importante». Recentemente Calabro è stato eletto allenatore rivelazione della B. «Questo è un buon biglietto da visita e un attestato che ha la sua importanza perché è degli addetti ai lavori. Ripeto, è un buon allenatore, dovrà dimostrarlo a Padova ma mi pare che abbia fatto giocare bene le sue squadre. Avendo ottenuto nella sua carriera validi risultati mi fa pensare che sia un bravo mister».Banco di prova «Calabro ha fatto molto bene a Carrara per cui le premesse ci sono tutte - commenta Fulvio Simonini - e speriamo che riesca a darci una mano a fare un campionato un po' più tranquillo di quello appena passato. Per quest'anno mi accontenterei di questo. Da tifoso spero vivamente di non soffrire quello che abbiamo sofferto. Banzato ha affermato che nel giro di due-tre anni vuole tentare la scalata, speriamo che succeda subito però per vincere i campionati si devono avere una serie di componenti non facili. Ne ho vinti cinque-sei nella mia carriera in tutte le categorie, meno in A, e posso dire che non è facile anche se hai una squadra forte. Mi auguro che il Padova possa fare un bel campionato e magari andare nei playoff». Calabro è il profilo giusto per aprire un nuovo ciclo? «Sì, ha fatto bene dove è stato. L'unica cosa da vedere è che allenare in una piazza esigente come Padova non è la stessa cosa di allenare a Carrara dal momento che la pressione non è la stessa. Avere a che fare con attese diverse è un bel banco di prova anche per lui. Se avrà la personalità e la capacità di farsi valere in una piazza importanti come Padova, potrà dire la sua anche in previsione di vincere il campionato».Filosofia di gioco «Calabro ha un modo di interpretare il calcio che piacerà alla nostra piazza - prevede Gianfranco Borsatti dell'Acb Mario Merighi - perché fa un calcio maschio, aggressivo e vuole che i giocatori diano l'anima in campo, quindi le prospettive sono buone. Mi hanno favorevolmente colpito le reazioni entusiaste del tifosi della Carrarese che lo stanno ringraziando con grande rispetto e riconoscenza sul piano umano e tecnico per quello che ha fatto da loro in questi anni. Benissimo, un grande in bocca al lupo e chissà che la scelta di annunciarlo il giorno di Sant'Antonio sia significativa». È il tecnico giusto? «Sì, perché è una persona pragmatica e ambiziosa da quello che ho capito e si gioca veramente tutto venendo a Padova. Se si dimostra di essere quello che ci auspichiamo, è la figura che ci vuole per portare avanti anche un progetto importantissimo che non voglio neanche nominare. Mi piace la sua filosofia di gioco aggressiva, fisica e determinata che incontrerà i favori anche degli appassionati. Sono molto contento, avanti tutta».