di
Silvia M. C. Senette
L'artista racconta la sua scelta dopo la maternità: «L'ultima data l'ho fatta col pancione, oggi ignoro le critiche. Nella mia famiglia c'è una linea femminile fortissima»
«La maternità, il viaggio, il lavoro indipendente nel mondo dell’arte: è un tema che riguarda la parità di genere e la salute mentale delle donne. Viaggiare con una bambina molto piccola è una grande fatica organizzativa, ma anche una rivoluzione che porto avanti con determinazione». Greta Marcolongo di Bolzano, cantante, direttrice artistica di Waag, mente di «24 Homes» e della rassegna «Ella», racconta la sua nuova vita tra palcoscenici internazionali e la sua bimba nata nove mesi fa, Emilia Sole. «È nata il 20 agosto dello scorso anno, cinque giorni dopo l’ultimo concerto di Ferragosto, tenuto con un super pancione. E la nascita è coincisa con la prima della produzione Frida Kahlo a Lipsia: l’unico debutto a cui ho dovuto rinunciare».
Tour e cullaDa quel momento, le tournée e la culla sono diventate una cosa sola. A due mesi Emilia Sole ha affrontato il primo viaggio e la sua prima produzione a Innsbruck, Amore Tricolore al Landestheater, poi Vienna, Monaco, Malmö, Saragozza e Barcellona. «Un viaggio continuo che richiede un’organizzazione millimetrica ma flessibile - rivela Greta Marcolongo -. A gennaio, a Vienna, nel quartiere dei Musei c’erano zero gradi. Io ho allattato Emilia in camerino e un quarto d’ora dopo ero Frida sul palco, mentre mia mamma la dondolava sotto la neve per addormentarla. Con un neonato il ritmo è jazzistico, fatto di improvvisazione e anarchia, e questo mi ha insegnato ad affidarmi. Teniamo i ritmi e la routine anche in hotel, ma è una sfida che impone di scappare a casa subito dopo lo show, cambiare orari e, a volte, sapersi staccare dalla bambina per nutrire chi sei».









