Beatrice Rana è alla sua prima intervista dopo aver dato alla luce, pochi giorni fa, una bambina. «Io e Margherita stiamo benissimo, è andato tutto bene, siamo felici e ci stiamo conoscendo», dice al telefono con voce raggiante la pianista, che con i concorsi, i dischi e soprattutto i concerti ha scalato la montagna del successo internazionale.Mamma e figlia si conoscono già abbastanza bene, a quanto pare: «Quando la portavo in grembo, durante i concerti, ho subito avuto la percezione di cosa le piacesse. Sicuramente ha una spiccata preferenza per la musica francese. Odiava invece quando studiavo Prokofiev».Ed è proprio il francese Claude Debussy l’autore delle musiche dell’album che Beatrice Rana sta completando. «Mia figlia mi ha già traviato!». Prima del disco arrivano però due altri consistenti impegni per lei, a partire dal 26 giugno, data di apertura del Festival dei Due Mondi di Spoleto, di cui è consulente per la musica classica. Rana dice di aver voluto «rendere omaggio a tutti i mondi musicali che animano la classica, specialmente in questo periodo, in cui si tende a demonizzare certe nazionalità e quindi la cultura a loro appartenente. Il festival deve essere un luogo in cui la cultura non è politicizzata e influenzata dalle vicende quotidiane». Non a caso si chiuderà con il concerto del Regio di Torino e Gianandrea Noseda nella Sinfonia del Nuovo Mondo, di Dvorak. Spero che quella sensazione di meraviglia e grandezza che Dvorak ha avuto scoprendo l’America come continente e come terra di musica possa essere di buon augurio per guardare al mondo con un po’ meno disillusione». La pianista spiega il suo sguardo al futuro nella programmazione musicale di Spoleto, dove oltre agli artisti celebri come Yuja Wang, Yannick Nézet-Seguin e Arcadi Volodos, suoneranno alcuni giovani talenti. «Ce ne sono tanti nel mondo della classica. Bisogna guardare con attenzione a quelli che disegneranno il futuro. Per me è stato stupendo cercarli e dar loro un palcoscenico. Si tratta anche di una restituzione, perché a mia volta ho ricevuto queste possibilità quando ero molto piccola».Ecco i nomi sui quali Beatrice Rana punta: la pianista italiana Martina Meola (6 luglio); il violinista brasiliano Guido Sant’Anna (10 luglio); la violoncellista norvegese Clara Friedensburg (3 luglio).«Saranno tre grandi rivelazioni», sottolinea la musicista e talent scout. Il sipario sul sessantanovesimo Festival dei Due Mondi, diretto da Daniele Cipriani, si aprirà con l’opera “Vanessa” dell’americano Samuel Barber, su libretto di Gian Carlo Menotti.La regia del nuovo allestimento è di Leo Muscato, consulente per l’opera e la prosa di questa edizione. La sudcoreana Sora Elisabeth Lee dirigerà l’orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il coro del Lirico Sperimentale di Spoleto. “Vanessa” debuttò in Europa nel 1961 proprio a Spoleto, nel Festival fondato da Menotti: un esempio del dialogo attraverso le arti.Il concerto in piazza Duomo concluderà il 12 luglio la rassegna, ma già Il 19 comincerà a Lecce «Classiche forme», il festival di musica da camera fondato e diretto da Beatrice Rana. Nella maratona finale del 26 luglio ci sarà il suo ritorno sul palcoscenico, insieme a Massimo Spada e al Novo Quartet. Ogni anno Classiche Forme, nella sua “cura del talento”, commissiona una composizione.Nel 2026 sarà il compositore Alessio Pianelli a presentare “Sicilian traveller” nell’anteprima del 18 luglio. «Tra l’altro sarà un omaggio al folklore salentino» anticipa Rana. «Una rielaborazione di canti tradizionali per un ensemble d’archi. Pianelli ha una direzione molto comunicativa con il pubblico. Probabilmente ci saranno Tarante e canti della Grecìa salentina».Parlando di musica contemporanea Beatrice Rana osserva che «dopo la musica scritta negli anni Settanta e Ottanta, estremamente sperimentale, c’è specialmente da parte dei giovani compositori la voglia di riavvicinarsi a un gusto che possa essere capito non solo concettualmente ma anche emotivamente».Nel concerto di apertura del 19 luglio il primo corno dei Berliner Philharmoniker Sarah Willis proporrà con la sua formazione Sarahbanda un programma che unisce musiche di Mozart e ritmi latinoamericani. «Sarà l’inizio della festa per i dieci anni di Classiche Forme. Festeggiare per noi significa aprire la musica classica a quante più persone e a quante più età possibili». La classica nell’era dei social media. «Sono fondamentali, anche se c’è un grande ossimoro: i social si fondano sulla brevità della comunicazione, la classica sul tempo di ascolto. Credo però che grazie ai social tante persone vengano avvicinate alla classica senza dover passare dal timore di entrare in sala da concerto».L’intervista si chiude qui. «Siamo stati fortunati», sottolinea l’artista, che torna nel ruolo di neomamma: «La bambina ha dormito tutto il tempo».
Beatrice Rana, professione talent scout - L'Intervista
Il trionfo dei concerti, il Festival di Spoleto, la sua rassegna in Salento. La pianista racconta di sé e della figlia nata di recente: «Adora la musica frances







