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Luca Bergamin

Il disegnatore-regista: «Ho vissuto con un agnellino, la sua sensibilità mi ha spinto a non mangiare più la carne»

«Ultimamente disegno quasi esclusivamente animali. Ho cominciato inventando Doggy, un cagnolino assai simpatico, con il quale voglio contribuire a far riflettere sulla condizione in cui versano queste creature buone dell’universo». Bruno Bozzetto, appena premiato col David Speciale, è un «giovane» 88enne che non può proprio smettere di dare vita, prima con la matita e adesso sull’iPad, a esseri viventi, a cominciare dal suo Signor Rossi, mai andato in pensione come lui, capaci di fare breccia nella sensibilità degli italiani.

È vero che ha vissuto anche con un agnellino?«Sì, lo battezzai Beeelen perché belava sempre ed era bellissimo come la soubrette argentina. Vivo in campagna, fuori Bergamo, quell’animale sottovalutato fu abbandonato da alcuni pastori. Lo abbiamo tenuto e cresciuto noi in casa. Pensava di essere un cane, apriva i lucchetti delle porte, ci riconosceva, giocava con la mia cerniera lampo. La sua sensibilità e intelligenza mi hanno indotto a smettere di toccare la carne e a studiare in profondità l’argomento della vita animale. Il massacro ai fini alimentari di 80 miliardi di esseri, senza contare i pesci, mi inorridisce. Non sono necessari alla nostra dieta. La scienziata Margherita Hack e il campione Novak Djokovic hanno dimostrato che la carne non serve né al cervello né ai muscoli».