di
Andrea Pasqualetto e Antonella Gasparini
La commozione dei suoi studenti che le hanno lasciato fiori e biglietti: sarà sempre con noi
Arrivano a gruppi, quelli della seconda media, quelli della terza. Lasciano fiori, pregano, attaccano striscioni. Commuove la processione laica davanti alla casa di Chiara Guerra, per tutti la Prof. Insegnante di lettere delle scuole dell’istituto comprensivo «Rita Levi Montalcini» di San Stino di Livenza, 53 anni, Guerra era amata dai suoi studenti. «Aveva consacrato la sua esistenza alla scuola, cresciuto ed educato tante generazioni di giovani della città», ricorda il sindaco Gianluca De Stefani. «Viveva per i suoi ragazzi — raccontano le colleghe —. Mai autoritaria, sempre autorevole». Il papà di un ragazzino di prima media, posando un fiore sul cancello dell’enorme tenuta dove Guerra abitava, sospira con gli occhi umidi: «Era buonissima». Professoressa d’italiano, di storia, geografia, educazione civica, era l’insegnante con il maggior numero di ore trascorse con i suoi alunni. «Lei era la Prof con la p maiuscola — sussurra un’insegnante —. Sapeva farsi ascoltare e rispettava i ragazzi». Guerra era una persona riservata, parlava poco di sé e della sua famiglia. Aveva confidato a un’amica degli screzi con il fratello per la gestione e il mantenimento delle proprietà di famiglia.










