“Europa complice del genocidio a Gaza, deve intervenire per fermare la deriva”, dice a Fanpage.it Omer Bartov, autorità mondiale su Olocausto e genocidio. L’accademico israeliano denuncia il “nazionalismo religioso al potere”. E afferma: “Criticare lo Stato ebraico non è antisemitismo”.

Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

“Sanzioni immediate contro Israele”: è quel che deve fare l’Europa se non vuole continuare a essere “complice di un genocidio”. Parola di Omer Bartov, che di genocidi se ne intende. “Il sionismo è oggi indifendibile”, dice lo storico israeliano a Fanpage.it. Al potere nello Stato ebraico c’è “un nazionalismo religioso”. Ricorda “l’etno-suprematismo Hutu ai tempi del genocidio in Uganda”, e somiglia parecchio “all’ideologia di Hamas”.

Omer Bartov insegna Studi sull’Olocausto e il genocidio alla Brown University. È considerato un’autorità mondiale nel suo campo. Nato in un kibbutz nel 1954, figlio di sionisti polacchi immigrati nel Mandato britannico della Palestina, ha combattuto come ufficiale dell’esercito israeliano nella guerra dello Yom Kippur. Studi a Tel Aviv e a Oxford. Dopo i bombardamenti su Gaza, si è dimesso dal comitato editoriale della rivista del Yad Vashem – l’istituzione israeliana per la memoria delle vittime dell’Olocausto – accusando i suoi colleghi di “ignorare o giustificare” quanto stava accadendo. In un articolo sul New York Times, nel 2025 ha chiamato l’azione israeliana col suo nome: genocidio. Omer Bartov Professor Bartov, un anno fa ci diceva che col genocidio a Gaza Israele stava distruggendo anche se stesso. Lo pensa ancora?