di
Lorenza Cerbini
La complessa rete sotterranea veniva utilizzata sin dal Medioevo durante gli assedi, ma anche per conservare derrate alimentari e munizioni, infine come celle provvisorie per prigionieri. Il restauro segue quello del Castello che si è concluso dopo 40 anni
Sotto il livello stradale, in centro a Marciano della Chiana (Arezzo) si sviluppa una articolata rete di camminamenti che, tra il Medioevo e il Rinascimento, era collegata alle funzioni militari e difensive del castello e della rocca. Un sistema di passaggi, depositi e spazi protetti che consentivano di mettere in comunicazione in modo riservato l’interno e l’esterno della fortificazione, durante gli assedi, ma erano anche luoghi per la conservazione di derrate alimentari e munizioni e, in alcuni casi, celle per la detenzione temporanea dei prigionieri. Il primo tratto era addirittura progettato per consentire il passaggio a cavallo dei militari, prima che il percorso si restringesse imponendo la prosecuzione a piedi. Questi camminamenti ipogei sono ora aperti al pubblico: un viaggio nel cuore più nascosto e affascinante di Marciano della Chiana, tra storia, memori. L’intervento di recupero restituisce alla comunità una parte significativa della storia del borgo ed è solo il primo tassello di un più ampio progetto di valorizzazione.













