Già oggi l’accesso è vietato agli under 14. Ma viene raggirato con facilità, e i pericoli sono evidenti: acquisto di sostanze proibite, incitazione alla violenza. Urge uno stop

di

Fiorenza Sarzanini

Ragazzini che girano con i coltelli, che aggrediscono i professori, che filmano e poi pubblicano le proprie “gesta” sui social network. Ragazzini che entrano nel dark web, acquistano sostanze proibite, partecipano a gruppi dove si inneggia alla violenza. Gli episodi delle ultime settimane ripropongono quella che ormai appare una vera e propria urgenza: la regolamentazione dell’accesso ai social per i minorenni.

Il dibattito, anche politico, è aperto ma la soluzione appare ancora lontana. Perché è vero che già adesso esiste il divieto di iscrizione per chi ha meno di 14 anni. Ma è altrettanto vero che non ci sono veri strumenti per verificare che ciò avvenga. E dunque basta un finto profilo per accedere. E la prova sta proprio in quei filmati che ogni giorno compaiono in rete, nei profili che i ragazzini hanno ormai su tutti i social e aggiornano in continuazione.