Tra le reazioni al documento "Oltre il distretto parallelo" su lavoro e legalità, presentato dalla diocesi di Prato, si registra anche quella della consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Cristina Attucci che in sintesi dichiara: "Riflessione condivisibile ma parziale. Dov’è la voce della città che si è impoverita?".
La consigliera sottolinea: "La recente pastorale del lavoro mette sul tavolo riflessioni indubbiamente condivisibili, per quanto tardive come da più parti già evidenziato. Tuttavia, vorrei portare un punto di vista diverso, perché in questa analisi manca del tutto la voce di una parte maggioritaria della nostra città: quella che non ha speculato, ma si è impoverita. Cosa diciamo ai pratesi che hanno visto spazzare via le proprie aziende storiche a causa della concorrenza sleale? E alle aziende tessili sane che hanno difficoltà ad attrarre investimenti per la reputazione internazionale di Prato mortificata da un distretto parallelo illegale? E cosa raccontiamo alle persone che soffrono il degrado di interi quartieri dove si sono radicate modalità di vita incompatibili con il livello minimo del vivere civile?".
L’esponente di FdI interviene anche sul tema della rendita immobiliare: "Il punto non è la rendita in sé, ma il modo insano in cui è proliferata – aggiunge – per decenni si è tollerata la crescita incontrollata di un sistema clandestino che oggi muove cifre incalcolabili. Se questa forza produttiva fosse stata incanalata da subito nei binari delle regole, avrebbe generato una ricchezza diffusa per tutta Prato, aggiungendo valore al nostro tessuto economico. In questo contesto, le responsabilità sono diffuse e riguardano tutti quelli che hanno minimizzato per convenienza o per ideologia. Anche per l’opposizione c’è materia su cui riflettere: il nostro compito – conclude la consigliera Attucci – è di passare dalla denuncia generale dei problemi all’individuazione, negli atti e nei comportamenti, di ogni eventuale zona d’ombra che potrebbe indebolire il contrasto ai fenomeni speculativi ed illegali".











