Proseguono i problemi derivati dalla cava di travertino a San Pietro di Acquasanta con le segnalazioni dei residenti che purtroppo non stanno trovando soluzioni. Così chi vive a San Pietro di Cagnano ha scritto una lettera ai quotidiani. "Quando, durante la Conferenza dei Servizi, i residenti e i proprietari confinanti espressero le proprie preoccupazioni sulla cava di travertino di San Pietro di Cagnano - hanno scritto - tali osservazioni furono sostanzialmente considerate ostacoli ad un progetto già deciso. Oggi, a distanza di tempo dall’avvio dell’attività estrattiva, molti dei timori allora rappresentati sembrano trovare riscontro nella realtà dei fatti. La vicenda della fideiussione risultata irregolare, segnalata dai cittadini agli enti competenti già nel giugno 2025 e successivamente sfociata nella sospensione dei lavori e poi della successiva riattivazione, rappresenta soltanto uno degli aspetti più evidenti di una situazione che continua a destare preoccupazione. La nuova strada vicinale, presentata come opera migliorativa a servizio della collettività, mostra già evidenti criticità manutentive: vegetazione infestante, caditoie non curate, segnaletica parzialmente assente o nascosta dall’erba e opere accessorie che richiederebbero verifiche puntuali da parte degli enti preposti. A ciò si aggiungono le continue segnalazioni riguardanti il transito di mezzi pesanti, il trasporto di materiali, la dispersione di polveri e soprattutto il problema dei rumori prodotti dall’attività estrattiva, insopportabili che rendono invivibili le residenze. La questione che molti residenti continuano a porsi è semplice: chi ha autorizzato questo progetto conosceva realmente il territorio? Conosceva la presenza delle abitazioni poste a ridosso dell’area di cava? Conosceva l’esistenza di strutture ricettive, attività turistiche e famiglie che da generazioni vivono in questo contesto ambientale? Durante il procedimento autorizzativo, l’area interessata venne descritta come caratterizzata dalla presenza di poche case ma chi vive San Pietro sa bene che questo luogo rappresenta molto più di una semplice località rurale: è un territorio inserito in un contesto paesaggistico di pregio, alle porte dei Monti della Laga, interessato negli ultimi anni da importanti interventi di ricostruzione post-sisma e da investimenti nel turismo sostenibile. Le fotografie oggi documentano una realtà che appare profondamente diversa da quella prospettata nelle relazioni progettuali e nelle valutazioni preliminari Per questo motivo i cittadini continuano a chiedere verifiche, controlli e trasparenza. Non per ostacolare il lavoro o l’attività imprenditoriale, ma perché ritengono che le autorizzazioni ambientali debbano fondarsi non soltanto sulle carte e sugli elaborati progettuali, ma anche sulla conoscenza concreta dei luoghi e delle persone che quei luoghi li abitano ogni giorno. La domanda rimane aperta: se tutte queste criticità erano state segnalate prima dell’avvio della cava, perché non sono state adeguatamente considerate?". Valerio Rosa