HomeMilanoEconomiaCoin, chiude lo storico grande magazzino in corso VercelliMilano, corsa contro il tempo per salvare 25 lavoratrici: “Ricollocateci negli altri negozi della catena in città. Non accetteremo alcun esubero”I lavoratori si sono riuniti in presidio con la Cgil davanti al grande magazzino in piazza Cinque GiornateRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIl conto alla rovescia scade il 31 luglio, quando chiuderà il grande magazzino Coin in corso Vercelli e per 25 lavoratori, quasi tutte donne, si aprirà la cassa integrazione per cessata attività. Sabato scorso i dipendenti della catena hanno scioperato e si sono riuniti in presidio davanti al negozio in piazza Cinque Giornate, per chiedere l’immediata ricollocazione nelle filiali rimaste a Milano.
“Dietro ogni persona c’è una famiglia – spiega una lavoratrice – vogliamo rimanere in Coin perché ci sentiamo parte di qualcosa. Vogliamo che l’occupazione sia preservata”. Un appello per salvare subito i posti di lavoro, senza ricorrere a un futuro “ripescaggio“ legato a eventuali necessità di nuove assunzioni.
“Non accetteremo alcun esubero – spiega la Ficams-Cgil –. Continueremo a presidiare e a protestare fino a quando non avremo la certezza del completo reintegro di tutto il personale”. Al posto del grande magazzino Coin, aperto a metà degli anni ’60 in corso Vercelli, sorgeranno appartamenti di lusso, in una zona di pregio della città. Il palazzo è stato infatti acquisito da Maghen Capital, gruppo specializzato in investimenti immobiliari residenziali, per un valore complessivo di 33 milioni di euro. Cambia pelle un edificio che si sviluppa su sei piani fuori terra e un livello interrato, per una superficie complessiva di circa 5.000 metri quadrati, ai quali si aggiunge un’area sotterranea destinata a parcheggi. L’anno scorso aveva chiuso i battenti anche il punto vendita Coin Excelsior all’interno del CityLife Shopping District, a causa di una crisi che ha travolto il gruppo fondato nel 1916 in provincia di Venezia. A livello nazionale le sigle Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno proclamato uno sciopero per il 18 giugno, chiedendo un rilancio “non solo dichiarato ma attraverso investimenti concreti”.











