In tanti scelgono Napoli per una giornata di libertà. Turisti da ogni parte del mondo e pure tanti italiani. E pure il coordinatore di Europa Verde Angelo Bonelli è venuto in visita all’ombra del Vesuvio con la moglie e la figlia di 9 anni. Una visita che è diventata un caso politico. Tanto da finire in prima pagina su «Libero». Che definisce la giornata di Bonelli «un tour da casta nelle stanze chiuse al pubblico». Il leader di Avs non ci sta e annuncia le vie legali. Ma cosa ha fatto Bonelli in questa mattinata napoletana? Ha visitato il Cristo Velato alla Cappella Sansevero e il laboratorio dell’artista Lello Esposito. E pure quest’ultimo si è dispiaciuto della narrazione da “casta” della visita di cortesia: «Quando sono allo studio non ho mai rifiutato una visita ai turisti di passaggio», dice.
Il caso A far scoppiare il caso un flash di Dagospia che riferiva di una visita con alcuni «privilegi». A cui il deputato aveva risposto: «Caro Dago, oggi ho fatto una visita alla cappella di San Severo per vedere il Cristo Velato insieme a mia moglie, mia figlia e tre amici di Napoli. Al termine della visita regolarmente prenotata il proprietario della cappella ha insistito nel regalare una matita e un quadernino a mia figlia. Una matita e un quadernino». E ancora. Il leader di Avs precisa: «Non c'è stata alcuna visita privata nel palazzo Sangro dei Principi di San Severo, in realtà sono stato accompagnato nello studio di un grande artista napoletano, Lello Esposito, che ci ha tenuto a mostrarmi le sue opere».Morto il pastore Daniele Melluso, Iovino: «È stato il Giobbe dei nostri tempi»Caso rientrato? No. La notizia di Dagospia viene ripresa, con grande risalto in prima pagina, dal quotidiano Libero. E il leader dei Verdi risponde annunciando «un’azione giudiziaria in sede civile a tutela mia e della mia famiglia». Bonelli ricorda che «Cappella Sansevero è una struttura privata e non pubblica. E a prescindere da questo, la visita era stata regolarmente prenotata, come per qualunque altro cittadino o turista. Al termine della visita, il proprietario della Cappella Sansevero, e non un funzionario deferente, come viene scritto nell'articolo di Libero, si è presentato a me e, al termine della conversazione, ha regalato una matita e un quadernino a mia figlia». Dopo la tappa a Cappella Sansevero, il passaggio nel laboratorio di Lello Esposito: «Non è un luogo pubblico interdetto ai cittadini, ma una proprietà privata nella quale l'artista svolge la propria attività e riceve i propri ospiti», dice Bonelli.La replica Anche l’artista Esposito è intervenuto sulla vicenda, dicendosi dispiaciuto per Bonelli e che «un momento piacevole e privato con la famiglia in visita nella nostra città sia diventato occasione di polemica che ancora non capisco su cosa sia basata». L’artista ricostruisce la giornata: « Sabato pomeriggio ero lì per caso con l’amico avvocato Nino Masucci che mi ha presentato Bonelli e, essendo libero ed a pochi metri dal mio atelier, mi è sembrato di normale consuetudine e cortesia invitarlo a visitare le scuderie di Palazzo Sansevero sede del mio studio. Non è stato un privilegio aprire a Bonelli: raramente sono allo studio ma, le poche volte in cui ci sono non ho mai rifiutato una visita a turisti di passaggio, a guide turistiche che, vedendo aperto, mi chiedono di far vedere l’atelier ai gruppi che accompagnano, o a curiosi del mio lavoro». E ancora, Esposito ricorda: «In questi 30 anni nel mio studio ho ospitato delegazioni umanitarie, politici nazionali ed internazionali, studenti, turisti, associazioni. E sono sempre state per me occasioni di nutrimento reciproco, confronti che pur se a volte rapidi, ho sempre ritenuto importanti per apprendere qualcosa e donare esperienze».







