Una ricerca segue per dieci giorni i post quotidiani e mostra quanto l’aspettativa pesi più del contenuto condiviso sui social
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Il post come specchioChi si aspetta applausiLa testa prima del feedIl like non basta
Il telefono vibra, lo schermo si accende, il post è là fuori. Una foto scelta tra dodici quasi identiche, una frase ripulita quel tanto che basta, magari un dettaglio personale lasciato cadere con aria naturale. Da quel momento comincia il solito teatrino minuscolo dei social: chi guarda, chi mette like, chi commenta, chi passa oltre fingendo di avere una vita. Dentro quel gesto apparentemente banale, però, può infilarsi qualcosa di più interessante del semplice bisogno di approvazione. Per alcune persone con tratti di narcisismo sui social, il post sembra partire già accompagnato da una certezza: piacerà, attirerà, farà effetto.
Una ricerca pubblicata nel 2026 ha seguito per dieci giorni un gruppo di 154 partecipanti con un metodo da diario quotidiano: ogni giorno le persone coinvolte hanno raccontato il loro post più recente, quanto fosse positivo o negativo, quanto avessero cercato di costruire una buona impressione e quali effetti sociali pensassero di aver ottenuto. Vicinanza agli altri, attenzione ricevuta, mantenimento dei rapporti esistenti, possibilità di aprire nuove relazioni. Tutto molto quotidiano, quindi molto rivelatore. Il materiale raccolto suggerisce che, nel narcisismo, spesso conta meno il post in sé e molto di più il modo in cui chi lo pubblica immagina che verrà letto.











