BOLOGNA – È la Generazione Z, ribattezzata da qualcuno “Generazione Anzia”, evocando il carattere ansiogeno che la caratterizza, il soggetto dell’incontro “Non chiamateli fragili: ascoltare la generazione Z” che ha visto salire sul palco dell'Arena del Sole lo psicologo Matteo Lancini, che ha dedicato molti saggi alle problematiche giovanili, e Michela Marzano, filosofa che di recente ha pubblicato il saggio “Qualcosa che brilla”, dedicato agli adolescenti.

E chiacchierando con la giornalista Ilaria Venturi, i due ricercatori svelano come tanti mali che affliggono i giovani non sono prodotti dai social o dall’isolamento dovuto al Covid, ma dall’ansia che caratterizza gli adulti della società contemporanea, dalla scuola che ha smesso di dire “no”, dai genitori che tentano di assolvere le proprie paure pensando “di fare il bene dei figli”.

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“Non sopporto più chi parla senza ascoltare e ascoltare veramente è faticoso – spiega Michela Marzano - lo è sempre stato ma è l'unico modo per esserci davvero per non perderli questi ragazzi. Smettiamo di parlare di loro in televisione o alla radio perché il lavoro vero con loro si fa sul campo, dove c’è il dolore e la solitudine».

Marzano porta al pubblico la sua esperienza con gli adolescenti in veste di docente all’ “Université Paris Descartes” e la frequentazione dei centri psico medico sociale, molto diffusi in Francia.