Il 6 giugno al Nomad in via Varesina a Milano si è tenuto l’evento Aut Dance pensato in particolare per persone autistiche e con altre problematiche intellettivo-relazionali, ma di fatto aperto a tutti. Il creatore di questo evento e progetto, supportato dalle associazioni Bem e Spazio Blu, è Fabricio Lanfranchi, proprietario di alcuni locali tra i più noti a Milano e papà di un bimbo autistico. Tutti hanno diritto a vivere serenamente il proprio tempo libero, anche le persone disabili, spesso escluse a priori. Questo progetto permette alle famiglie di vedere i propri figli, indipendentemente dalla loro patologia, inseriti in un contesto dove possono esprimersi liberamente, ad esempio ballare e cantare senza venire giudicati o derisi. L’obiettivo, come afferma la presidente dell’associazione Spazio Blu, non è fare inclusione come fosse un traguardo e invece significa che qualcuno è stato escluso. Si vuole dimostrare che tutti, i disabili come gli altri, hanno gli stessi sogni, passioni, desideri e lo stesso diritto a realizzarli.
Aut Dance
Quando si parla di attività inclusiva, spesso si utilizzano termini come eccezionale e incredibile,quando invece l’inclusività dovrebbe essere normalità. Le attività andrebbero sempre costruite a partire dalle esigenze delle persone disabili, perché, se funzionano per loro, possono andare bene per tutti. Questo importante progetto ha anche lo scopo di sensibilizzare i proprietari dei locali affinché concepiscano contesti aperti a tutti.






