La premier ha poi legato il requisito richiesto dalla fiera alla “cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista”, che secondo lei rappresenta “un vecchio vizio della sinistra. Ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.Il clima attorno alla fiera era già acceso da tempo. La scelta della direzione sarebbe maturata dopo quanto accaduto nell’edizione 2025, quando la presenza della piccola casa editrice di destra Passaggio al Bosco aveva provocato proteste, boicottaggi e una lettera firmata da 89 artisti e intellettuali che ne chiedeva l’esclusione. Tra loro, ci sono Daria Bignardi, Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Carlo Ginzburg, Anna Foa, Ascanio Celestini e Roberto Vecchioni. In quel contesto Zerocalcare aveva rinunciato a presentare il suo libro e il Campidoglio, con l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, non aveva partecipato alla conferenza inaugurale. A risponderle, Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, secondo cui Meloni “pensa di rincorrere Vannacci con questi argomenti ridicoli. Con tutto quello che accade in Italia e nel mondo”, ha aggiunto Pirondini, la premier “non trova di meglio da fare che parlare di una fantomatica ‘censura antifascista’ alla kermesse Più libri Più liberi. Un titolo che effettivamente non deve farla dormire la notte”. "Dichiararsi antifascista in modo limpido e sereno non vuol dire censurare qualcun altro, ma rispettare i valori della nostra Costituzione”, ha commentato invece Nicola Fratoianni di Alleanza verdi e sinistra.