Pubblicato il: 14/06/2026 – 10:34

COSENZA «Esprimo grande soddisfazione per la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 795 del 10 giugno 2026, con la quale l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha approvato in forma unitaria i modelli organizzativi delle diciassette Case della Comunità presenti sul territorio provinciale, di cui otto di tipologia Hub e nove di tipologia Spoke». Lo afferma il consigliere regionale Riccardo Rosa. «Il provvedimento, adottato in attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Missione 6 – sostiene Rosa – definisce in modo organico e dettagliato l’assetto funzionale di ciascuna struttura secondo i criteri stabiliti dal Decreto del Ministero della Salute n. 77 del 23 maggio 2022. I modelli organizzativi approvati descrivono, per ogni Casa della Comunità, l’assetto dei servizi attivati o attivabili, le modalità di accesso, l’integrazione con la rete territoriale, le dotazioni professionali, l’articolazione oraria, le macro-aree operative, i collegamenti informativi e le responsabilità gestionali, costituendo così il riferimento aziendale per l’avvio, la gestione, il monitoraggio e l’eventuale aggiornamento dei servizi. Si tratta di un atto di programmazione organizzativa di grande rilevanza, che consente di ricondurre tutte le Case della Comunità dell’ASP di Cosenza a un modello unitario, verificabile e coerente con gli standard nazionali e regionali. Le strutture interessate, distribuite nei Distretti Socio Sanitari di Esaro Pollino, Tirreno, Valle Crati, Jonio Nord, Jonio Sud e Cosenza Savuto, entreranno a far parte del Servizio Sanitario Regionale come presidi di prossimità polivalenti, in grado di offrire cure primarie, assistenza infermieristica di famiglia e comunità, specialistica ambulatoriale, assistenza domiciliare integrata, telemedicina, screening oncologici, servizi vaccinali e Punto Unico di Accesso, in un’ottica di presa in carico multidisciplinare e integrata con i servizi sociali». Per Rosa i benefici che deriveranno dall’attuazione di questi modelli sono concreti e misurabili, ovvero, una maggiore equità di accesso ai servizi sanitari, in particolare nelle aree interne e montane della provincia, nonché una più efficace gestione delle patologie croniche e delle condizioni di fragilità. Con l’attuazione della Case della Comunità si attuerà la riduzione degli accessi impropri ai pronto soccorso e dei ricoveri evitabili, così come il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e della telemedicina. Le Case della Comunità diventeranno così il fulcro di una rete territoriale moderna e centrata sulla persona, in grado di rispondere in modo tempestivo e appropriato ai bisogni di salute della popolazione.