Il pretesto tecnico è una falla nelle protezioni del modello; la verità non detta è la resistenza di Anthropic alle pressioni del governo federale. Da mesi, infatti, la società è in rotta di collisione con l’amministrazione, per aver rifiutato di mettere Claude al servizio di armi autonome e sorveglianza di massa. La direttiva del 12 giugno non fa che confermare quello che ha tutta l’aria di un prolungato braccio di ferro. L’analisi dell’avvocato Riccardo Piselli, professore di Proprietà Intellettuale alla Luiss Guido Carli
Il 12 giugno Anthropic ha ricevuto dal Dipartimento del Commercio una direttiva di export control motivata con generiche “autorità di sicurezza nazionale”. L’ordine imponeva di sospendere l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 — i modelli più avanzati del laboratorio guidato da Dario Amodei, presentati appena tre giorni prima come stato dell’arte su quasi tutti i parametri di capacità — per qualunque cittadino straniero, inclusi i dipendenti non statunitensi dell’azienda stessa. Una formulazione tanto ampia da costringere Anthropic a disattivare i due modelli per tutti i clienti, pur contestandone nel merito il fondamento. È, a quanto risulta, la prima volta che uno dei principali sviluppatori al mondo ritira dal mercato un sistema già distribuito a seguito di un intervento del governo federale.














