La depurazione torna al centro dell’agenda regionale proprio alla vigilia dell’estate, quando la qualità delle acque diventa non solo una questione ambientale, ma anche un tema di salute pubblica, immagine turistica e tenuta economica dell’intera fascia costiera vibonese. Il punto è stato fatto in Prefettura, a Vibo Valentia, nel corso di un tavolo tecnico convocato dal prefetto Anna Aurora Colosimo e dedicato alle problematiche dell’inquinamento marino, al funzionamento degli impianti di depurazione dei comuni costieri e alle azioni da mettere in campo per prevenire nuove criticità lungo il litorale.
Alla riunione hanno preso parte la procuratrice facente funzioni Concettina Iannazzo, l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, i sindaci dei comuni costieri, i rappresentanti delle forze dell’ordine, della Guardia costiera, Sorical e gli organismi tecnici impegnati nelle attività di monitoraggio e protezione ambientale.
Il caso Vibo: Silica, Portosalvo e il torrente Sant’Anna
Il passaggio più delicato riguarda il territorio comunale di Vibo Valentia e, in particolare, gli impianti Silica e Portosalvo, sui quali sono in corso opere per circa 9 milioni di euro. Si tratta di interventi considerati strategici perché legati anche alla tutela del mare di Bivona e al superamento di una criticità storica: il rapporto tra il sistema depurativo e il torrente Sant’Anna, indicato negli anni come uno dei punti sensibili per la qualità delle acque lungo una delle spiagge più frequentate del territorio comunale.










