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Federico Fubini

Parla Stefano Buono, fondatore di NewCleo: «La domanda di energia sta esplodendo con l'Ai. Abbiamo richieste per oltre 100 reattori, ci quoteremo negli Stati Uniti»

Stefano Buono, 60 anni, fisico con una carriera al Cern per dieci anni al fianco del premio Nobel Carlo Rubbia, imprenditore che ha già lanciato e venduto (per 3,9 miliardi di dollari) un’azienda di diagnostica e terapia medica nucleare, è nel pieno della sua nuova avventura: NewCleo, la società in gran parte basata in Italia che produce piccoli reattori nucleari di quarta generazione. La quarta generazione è basata sul raffreddamento del reattore non ad acqua ma a piombo fuso, il cui obiettivo è impedire fuoriuscite radioattive anche in caso di incidenti. Al Corriere spiega la sua visione e i progetti a cui lavora.

In Italia si vuole esplorare di nuovo il nucleare civile con una nuova legge ad hoc. Che impressione ha?«Sono soddisfatto, perché ci sono dei punti di principio della legge in materia che sono ben inquadrati. Quel che manca è l’istituzione di un’autorità indipendente. Si è discusso molto in questi due o tre anni se mantenere quella esistente, l’ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione) oppure farne una nuova. Questo punto resta in sospeso. Sicuramente l’ISIN era è stato un po’ vittima della brutta narrazione del passato. Le faccio un esempio: noi in Italia dobbiamo decongestionare i siti nucleari italiani, se ci sono certi elementi di radioattivi. Ma per esempio nell’acciaio e i nostri vecchi siti nucleari che hanno dei limiti regolamentari di tolleranza, in Italia, mille volte più bassi che nel resto d’Europa».