Newcleo, la società che vuole realizzare i reattori modulari nucleari, va alla conquista del Nasdaq. Ma la startup del fisico e manager Stefano Buono è in corsa contro il tempo nei confronti dei propri concorrenti e soprattutto delle proprie finanze. Intanto la politica europea, che ha appoggiato l’azienda mirata a usare come combustibile atomico le scorie delle centrali nucleari francesi e britanniche, non apprezza la mossa che privilegia Wall Street, i rapporti con l’Ai Usa e con la Casa Bianca.

L’annuncio della quotazione di Newcleo al Nasdaq tramite la fusione inversa (reverse merger) con la Spac NewHold Investment Corp III (Nhic), le cui azioni sono già scambiate al listino hi-tech di New York, è un momento di rottura per la società italo-francese. L’operazione, che assegna alla società una valutazione di circa 2,4 miliardi di dollari, posiziona l’azienda al centro dei flussi di capitale americani, sfruttando la crescente domanda di energia elettrica destinata ad alimentare l’espansione dei data center per l’intelligenza artificiale. Dietro l’ottimismo per la quotazione a Wall Street, tuttavia, emerge un quadro complesso fatto di sfide ingegneristiche estreme, tensioni finanziarie e un posizionamento geopolitico che solleva diversi interrogativi.