Un’attesa lunga, lunghissima, per una delle fanbase più calorose, affezionate ed esigenti dell’intera lega.

Quella dei New York Knicks, che finalmente hanno spezzato la lunga serie di delusioni tornando a vincere l’anello Nba, 53 anni dopo.

Non c’erano internet nè gli smartphone, non esisteva Star Wars nel 1973, quando un paio di mesi prima dei tre leggendari concerti consecutivi dei Led Zeppelin a infiammare il Madison Square Garden fu l’iconico quintetto composto da Walt Frazier, Dave DeBusschere, Bill Bradley, Earl Monroe e Willis Reed.

I tempi in cui la Grande Mela era la Mecca del basket erano ormai lontanissimi, con l’ultima finale Nba giocata nel 1999, proprio contro i San Antonio Spurs avversari anche in questa occasione, e persa.

Allora il leader degli speroni era Tim Duncan, la prima scelta assoluta del draft già dominante al suo primo playoff e destinato a essere una stella della Lega; in questo caso lo è stato il francese Victor Wembanyama, che in comune con Duncan ha tutti quei medesimi tratti, compreso il carattere misurato, lontano dagli atteggiamenti sopra le righe tipici di molte star Nba. epa13035603 San Antonio Spurs forward Victor Wembanyama (L) blocks a shot by New York Knicks center Karl-Anthony Towns (32, R) during Game 5 of the NBA Finals between the San Antonio Spurs and the New York Knicks in San Antonio, Texas, USA, 13 June 2026.