di

Mario Platero

Tutta la città- l’Empire, gli altri grattacieli, le vetrine le finestre – illuminata soltanto in blu e arancione i colori della squadra di casa che non indossa l'anello da 53 anni

NEW YORK - Gli ingredienti per la leggenda ci sono tutti: il più grande recupero nella storia delle finali Nba, il Madison Square Garden che esplode; la città- l’Empire, gli altri grattacieli, le vetrine le finestre – illuminata soltanto in blu e arancione, i colori dei Knicks. Centinaia di migliaia di persone organizzate in «game Parties», sotto i grandi schermi montati a Central Park, a Times Square e nei quartieri, nei pub, nei bar, nelle case. I cinque borghi uniti da un sogno che solo 15 minuti prima della fine sembrava impossibile: la vittoria dei Knicks nella quarta partita delle finali Nba. E siamo a tre a uno contro gli Spurs di San Antonio. Basterà un’altra partita per vincere – ce ne vogliono quattro su sette - e fare la storia del basket, quella vera: è infatti dal 1973 che i Knicks non vincono un titolo Nba, 53 anni, una vita. Per questo New York in tutti i suoi cinque borghi, Manhattan, Brooklyn, Queens, Bronx e Staten Island è presa da un contagio febbrile che dura da giorni, dalla prime due vittorie la settimana scorsa in trasferta a San Antonio in Texas. Con partite da cardiopalma e la seconda vittoria aggiudicata per un punto negli ultimi secondi, 105 a 104. Vittorie che hanno fatto sperare: le statistiche dicono che nessuna squadra con due vittorie iniziali ha mai perso le finali.