CIVITELLA ALFEDENA (L’Aquila) Venticinque pagine. Appunti, disegni, foto e vere e proprie lettere, tra le pagine a righe e quadretti dei quaderni di scuola. Fogli che custodiscono il rapporto tra mamma e figlie lontane. Valentina D’Acunto oggi quelle pagine le stringe, le rilegge, le conosce ormai a memoria, mentre decine di vigili del fuoco e volontari pattugliano boschi e specchi d’acqua del Parco nazionale d’Abruzzo alla ricerca di tracce delle sue ragazze. Quei fogli glieli hanno consegnati Alisya e Sarah Di Giacinto, le sue figlie di 16 e 12 anni, negli incontri protetti nella casa famiglia che le ospitava. Dentro ci sono il rapporto con lei, con il suo compagno, quello più difficile con il padre. La mancanza degli affetti, compresi i nonni. Qui le ragazze si aprono.

Le frasi «È brutto stare qui senza di voi», scrive Alisya nella lettera a pagina 22, scritta il primo giorno dell’anno. L’adolescente si fa forza, cerca di darne anche a tutti i suoi cari: «Dovete stare tranquilli. Tutto passerà. Ritorneremo a stare tutti insieme». Il tratto della sua penna va avanti e indietro tra nostalgia e speranza: «Questo Natale purtroppo non lo abbiamo passato insieme, non abbiamo festeggiato tutti insieme il compleanno di nonna Maria, di Sarah e di Kevinetto. L’anno nuovo è arrivato e lo abbiamo cominciato nel peggiore dei modi, separati. Però dovete stare tranquilli che torneremo come prima, tutti insieme». A quel punto Alisya prova davvero a raccontare cosa prova. Con parole che oggi pesano come macigni. «Scrivo questa lettera in camera, nel silenzio tombale. Ed è molto brutto. Io ultimamente sono molto triste e preoccupata. Molti pensieri invadono la mia testa, è come se non ci fosse un domani. Io vi voglio un mondo di bene e ve lo vorrò per sempre».E in un’altra lettera, a pagina 19: «Cara mamma, sappi che ti ho voluto sempre bene. Senza di te non ce la faccio più». Se c’è affetto per la madre, dalle lettere emerge anche un rapporto difficile con il padre, Stefano Di Giacinto. Sono parole scritte in un momento particolarmente delicato della loro vita. Oggi, mentre le ricerche sono ancora in corso, quelle parole assumono però un peso particolare. Perché proprio a lui, di recente, era stata revocata la sospensione della responsabilità genitoriale: le due sorelle sarebbero potute tornare col papà in maniera graduale. E perché secondo il legale della madre, le due figlie con lui non volevano tornare. «Tutta colpa tua»: è il titolo della lettera sbiadita a pagina 21, anche questa custodita dalla mamma, ma indirizzata al padre. «È colpa tua se noi stiamo qui, noi stiamo male per colpa tua», si legge. «Ci stai incasinando la vita solo perché non ti sta bene che noi stiamo con mamma e non con te. Noi con mamma stavamo così bene e tu ci hai tolto da lei, solo per farci mettere in una casa famiglia». E ancora, nelle frasi che si riescono ancora a leggere: «Io non ti perdonerò mai per quello che ci stai facendo». In un altro foglio, anche questo non firmato ma di una delle due sorelle, tra gli stampi di baci col rossetto, c’è una frase per Vincenzo, il compagno della madre. «Sei un papà perché mi hai cresciuto tu. Grazie». Tra pagine di disegni, frasi come «Mi manchi tanto» e «Sei la mia metà» dirette alla mamma, spesso le dimostrazioni di affetto vengono declinate al plurale per includere anche il compagno: «Mamma e Vincenzo vi amo». E ancora: «Quando abbraccio mamma e Vivi mi sento al sicuro». La scelta Non parlano soltanto di affetti. In quelle pagine c’è anche un altro tema ricorrente: il desiderio di essere ascoltate. Tra i fogli che le ragazzine hanno consegnato negli anni alla mamma, difendono anche la loro volontà di decidere del proprio futuro. Lo dicono nelle lettere. Ma non solo. C’è il frontespizio della tesina di terza media di Alisya, è del 2024. «I bambini e i diritti dell’infanzia» è il titolo. «Ho scelto di portare come argomento “i diritti dei bambini”, perché è un argomento per me importante, poiché in questo periodo né io né mia sorella veniamo rispettate per le nostre scelte e per le decisioni che abbiamo preso; è per questo che ne voglio parlare, perché so che esistono i diritti dei bambini e vorrei che fossero rispettati sempre». Mentre in un’altra lettera alla mamma si mostra tutta la consapevolezza del conflitto intorno alle due sorelle: «Abbiamo ancora tanta strada da fare e la faremo assieme, supereremo tutti gli ostacoli che la vita ci riserverà. Tutte le voci altrui, perché la gente è cattiva e vorrà sempre rovinare tutto, quindi supereremo tutto».