CIVITELLA ALFEDENA (L’Aquila) - Sette giorni di ricerche senza esito, sette giorni di mistero fitto per Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni originarie di Minturno, scomparse la notte tra sabato e domenica scorsi dalla comunità educativa “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, tra i fitti boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le sorelline non si trovano, cresce la preoccupazione. I genitori, separati e in lite da anni per le figlie, sono disperati.
Gli inquirenti non escludono alcuna pista investigativa. La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e sta analizzando tutti gli elementi raccolti nelle ultime ore. Tra questi, le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunale che avrebbero ripreso alcuni veicoli transitati a poca distanza dalla struttura protetta negli orari compatibili con la scomparsa delle sorelline. Elementi che potrebbero risultare utili per ricostruire la dinamica degli eventi. Secondo quanto filtra dagli ambienti investigativi, le indagini seguono più direzioni. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa, compresa quella del rapimento, del sequestro o di un allontanamento volontario che appare, però, difficile senza l’aiuto di uno o più adulti. Non viene trascurato nulla, tanto che ieri sono arrivati a Civitella Alfedena i sommozzatori dei vigili del fuoco che, senza immergersi, su una barca hanno scandagliato il vicino lago di Barrea e ispezionato le arcate dei due ponti per cercare tracce. Questo anche per escludere l’ipotesi di un incidente o qualcosa di più grave.I messaggi La stanza della due ragazze, nella comunità educativa, è stata posta sotto sequestro. Mentre l’analisi dei telefoni cellulari in uso alle due ragazzine avrebbe fornito ai carabinieri elementi ritenuti utili alle indagini. Si analizzano i messaggi e le chat in cerca di indizi utili a ritrovarle. Le due sorelle erano ospiti della struttura in provincia dell’Aquila dall’ottobre 2024, su disposizione del giudice minorile di Cassino, nell’ambito di un percorso di tutela avviato dopo la separazione dei genitori, avvenuta nel 2021. Il loro percorso nelle comunità era però iniziato già nel 2023: inizialmente le due minori erano state collocate in strutture diverse tra Rieti e Civitella Alfedena, per poi essere riunite nuovamente nell’agosto 2024. Nel tempo, la situazione familiare era diventata sempre più conflittuale, fino all’intervento dell’autorità giudiziaria che aveva disposto l’allontanamento delle bambine dalla casa familiare. In alcuni atti, la madre era stata descritta come figura «manipolatrice», mentre entrambi i genitori erano stati indicati come non pienamente in grado di gestire la situazione in modo equilibrato. Solo nel maggio scorso, il padre Stefano, 39 anni, operaio a Minturno, aveva riacquistato la responsabilità genitoriale avviando parallelamente un percorso di riavvicinamento alle figlie. E con loro il papà scambiava spesso messaggi e programmava visite alla casa protetta.La scuola Le ragazzine frequentano la scuola in Abruzzo e sono descritte come «tranquille e diligenti». Alisya è iscritta all’istituto commerciale a indirizzo turistico di Castel di Sangro, mentre Sarah frequenta la scuola media di Barrea. La scomparsa è avvenuta pochi giorni prima della chiusura dell’anno scolastico, il 9 giugno. Sarebbero uscite sabato notte da una porta rotta della comunità, tra le 2 e le 6 del mattino. Alisya viene descritta come una ragazza riservata e molto sensibile, con un mondo interiore ricco ma difficile da esprimere. Tra le sue passioni figurano la danza e l’atletica leggera, attività che rappresentavano per lei una valvola di sfogo. Coltiva inoltre un forte interesse per la criminologia, con il sogno di intraprendere in futuro un percorso professionale in questo ambito. La sorella minore Sarah è descritta come una bambina dolce, discreta e profondamente legata alla maggiore, punto di riferimento costante nella sua quotidianità. Anche lei viene indicata come emotiva e fragile emotivamente, probabilmente anche a causa delle difficoltà vissute negli ultimi anni. Il suo sogno è quello di diventare estetista. «Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata, e ricordatevi che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme, fateci sapere che state bene, vi prego tornate» è l'ultimo appello della madre Valentina D'Acunto in un audio disperato diffuso dal suo legale.Le ricerche Nei giorni successivi alla scomparsa sono scattate le ricerche nell’area circostante la comunità educativa. Sul campo operano vigili del fuoco con unità cinofile e droni, concentrati soprattutto nelle zone boschive e nel lago di Barrea, aree che le ragazze conoscevano e frequentavano, accompagnate dagli educatori. Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Teramo ha effettuato diverse ricognizioni ieri nel lago. Le operazioni subacquee si concentrano soprattutto nelle zone dei due ponti, considerate critiche per la visibilità.












