Il Brasile di Carlo Ancelotti esce tutto sommato soddisfatto dall’esordio in pareggio con il Marocco di Hakimi e la febbre del Mondiale non può che crescere tra chi sogna l’Hexa, come si dice in portoghese il sesto titolo mondiale.
L’esordio allo stadio di New York-New Jersey è iniziato nel peggior dei modi, dominio del Marocco per mezz’ora, la difesa e centrocampo della verde-amarela confuso, il gol di Ismael Saibari che beffa Allison Becker in uscita. A salvare la baracca ci ha pensato il solito Vinicius Junior con un gol capolavoro a cui è seguita poi una prestazione tutt’altro che eccelsa. Il Carletto do Brasile, come viene chiamato ormai, sperava in una vittoria, ma considerando che le prossime due partite del girone contro Haiti e Scozia sono sulla carta molto più facili, non si deve certo disperare. Si attendono cambi contro la nazionale caraibica, conterà fare tanti gol per avere un buona differenza reti, ci si aspetta l’ingresso di Endrick che nelle ultime partite ha dimostrato di essere pienamente in forma.
Le sorti della Seleção non interessano solo 210 milioni di tifosi, ma anche la politica. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva è precandidato per un quarto mandato, le elezioni sono ad ottobre, a Brasilia sanno benissimo quanto è utile vincere un Mondiale per assicurare buona popolarità al governo in carica. Alla vigilia del match d’esordio Lula ha diffuso un video in cui si presenta con la maglietta della nazionale, calzoncini e un pallone e parla direttamente proprio ad Ancelotti e ai suoi ragazzi. “Ancelotti, sai che i giocatori che stai allenando sono nati nella periferia, tutti hanno degli amici poveri, devono pensare a loro quando scendono in campo, devono dare tutto per il nostro paese perché i brasiliani hanno bisogno di una grande allegria”.










