Può un piatto di pasta essere divisivo?

Ebbene sì, ma non nel senso in cui siamo abituati a schierarci. La politica non c'entra. Qui il dibattito si consuma tra gli ingredienti e perfino sul formato di pasta ideale. Tra puristi e innovatori. Stiamo parlando di una ricetta che dal 2017 ha un giorno tutto suo sul calendario: la pasta alla carbonara. Un piatto che supera i confini italiani e conta — secondo il New York Times — oltre 400 interpretazioni in tutto il mondo. La carbonara è diventata un linguaggio. Cambia nel tempo e si arricchisce di nuove influenze, si traduce in accenti e culture diverse. Anche Cagliari ha la sua carbonara, con l'accento sardo. E ha il sapore del mare. La ricetta è opera di Nicola Mura, premiato chef del Bistrot Antica Cagliari e socio onorario di Euro-Toques, associazione internazionale fondata dai grandi maestri della cucina europea, come Paul Bocuse e Gualtiero Marchesi. Insieme alla sua brigata, lo chef propone una cucina creativa e aperta alla sperimentazione. Incuriositi, siamo andati a conoscere la sua traduzione in lingua sarda della carbonara.

La carbonara è un piatto conosciuto in tutto il mondo, provare a cambiarlo è una bella responsabilità. Ci racconta la sua idea per reinterpretare la tradizione?