I lavoratori della Dierre di Villanova d’Asti scioperano come gesto di solidarietà per un collega licenziato. Si tratta del delegato della Fiom accusato di aver aggredito Alessandro Ferrante, rappresentante della Uilm, durante un incontro sindacale. La questione aveva assunto rilevanza nazionale, tanto da far intervenire il segretario generale uscente della Uilm Rocco Palombella. «Hanno lasciato a casa un padre di due ragazzi con una famiglia monoreddito dopo aver ascoltato una sola sigla», dice il segretario della Fiom, Vito Carelli. Così in seguito al licenziamento la Cgil ha scioperato e ha annunciato un nuovo presidio di solidarietà previsto luneì 15 giugno davanti alla fabbrica. Discussione sul premio di risultato Tutto era partito da una discussione sui premi di risultato durante un incontro sindacale alla Dierre. Il clima si stava facendo teso quando il sindacalista della Fiom si è alzato per andare verso Ferrante. Qui le due versioni divergono. «Non c’è stata aggressione – sostiene Carelli – alcuni nostri delegati l’hanno trattenuto, uno di loro ha dichiarato all’azienda che non c’è stato alcun colpo». Diverso il racconto di Silvano Uppo, segretario della Uilm di Asti: «Ha tirato una forte sberla sulla nuca di Ferrante. Non si può dire non ci sia stata colluttazione». Sulla vicenda si sono esposti anche i vertici del comparto metalmeccanici della Uil. «Ad Asti – ha dichiarato Palombella durante il congresso nazionale a Bari - un nostro dirigente è stato vittima di un’aggressione ingiustificata durante un incontro sindacale. Questi episodi gravi provocano lacerazioni all’interno della nostra categoria e hanno avuto anche ripercussioni nei rapporti confederali tra i segretari generali di Uil e Cgil. Fatti del genere non devono accadere e devono essere condannati». «Il 25 maggio ci siamo scusati sia con la Uil sia con la Uilm – racconta Carelli – mi dispiace moltissimo per quello che è successo. Abbiamo chiesto alla Uilm di incontrarci con l’azienda per chiarire questa cosa, ma la Uilm non è stata disponibile». La Fiom chiede all’azienda di tornare sui suoi passi La Fiom chiede che l’azienda torni sui suoi passi. «Erano fuori dall’orario di lavoro, in permesso, la questione sarebbe dovuta rimanere in ambito sindacale. L’azienda, invece, ha scelto di giudicare pur non avendo gli elementi per farlo, poteva adottare un provvedimento disciplinare ma senza licenziarlo», conclude Carelli. Sul licenziamento Uppo commenta: «Da un punto di vista umano non può che dispiacerci che un lavoratore sia stato lasciato a casa. Si tratta di una decisione dell’azienda su cui non entriamo nel merito. Il fatto è grave, e lo sarebbe stato ovunque, ma è accaduto nei locali aziendali dove entrambi sono dipendenti e la Dierre ha fatto le sue valutazioni». «Questa vicenda – aggiunge - rappresenta un punto di non ritorno per il nostro territorio. Alessandro Ferrante stava solo svolgendo il suo mandato democratico, trovarsi di fronte a una violenza fisica dentro una fabbrica è inaccettabile».
La Dierre licenzia il delegato della Fiom accusato di avere picchiato un collega della Uilm
La Cgil smentisce: “Non c’è stato nessun contatto”.Scattano sciopero e presidio di solidarietà










